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giovedì 21 aprile 2011

LA RETE FESTEGGIA I 102 ANNI DI RITA LEVI MONTALCINI




 Le ricercatrici italiane in tutto il mondo si ritrovano sul web per festeggiare il Premio Nobel.
In diretta su oltre 200 piattaforme una fotografia tutta al femminile.
In esclusiva mondiale un colloquio della professoressa con otto ricercatrici.
A rendere omaggio a Rita Levi Montalcini anche Margherita Hack.
Roma, 20 aprile 2011 – Ad un anno esatto dalla prima diretta sul web, la rete torna a rendere omaggio
a Rita Levi Montalcini con una maratona online per festeggiare i suoi 102 anni (Qui l'intervista di Rita Levi Montalcini per la prima edizione di Rita101).
Nella   notte   che   precede   il   compleanno   della   donna   simbolo   della   modernità   nella   ricerca,   la   rete raggiungerà in collegamento webcam via skype centinaia di ricercatrici che ogni giorno operano in
Italia e all’estero. Saranno loro a raccontare in un tweet le storie di impegno e passione, nonostante le
difficoltà   di   mezzi   e   di   investimenti.   Saranno   sempre   loro   le   protagoniste   di   un   contributo   video, concesso in esclusiva mondiale dalla Fondazione Ebri, che vede la professoressa a colloquio con otto
ricercatrici    durante   un   meeting    svoltosi   in  Israele.   A   rendere  omaggio     al  Premio    Nobel   per   la medicina anche Margherita Hack in collegamento telefonico.
Rita101+ andrà in diretta “a rete unificata” domani, giovedì 21 aprile dalle 21 alle 24 su Rita101.tv,
su Altratv.tv e su oltre 200 portali: dalle micro web tv italiane alle web tv e web radio universitarie,
fino   ai   micro   media   iperlocali,   blog   e   videoblog.   L’appuntamento   è   sul   web   già   dalle   20.30   per l’anteprima “Aspettando Rita”.
Non   solo   auguri.   La   maratona   online   promuoverà   le   ricercatrici   coraggiose,   battagliere   e,   come   la stessa   Rita   Levi   Montalcini,   assetate   di   conoscenza.   Con   Rita101+   saranno   declinate   le   tre   parole chiave:  + ricerca, + rete, + Rita. Nel corso della serata collegamenti con laboratori di ricerca negli Stati Uniti, in Giappone, nord-Europa, nord-Africa e con gruppi d’ascolto di ricercatori dall’Università di Siena, Pavia, Catania. Collegamenti in webcam via Skype con L’Aquila e Messina.
In studio Carlotta Zavattiero (autrice di “Lo Stato Bisca”  per Chiarelletere), Antonella Del Rosso (Cern di  Ginevra), Maria Cristina Origlia (Sole24Ore), Mariangela Ravaioli (ISMAR- Istituto di Scienze Marine), Edmondo Trentin (Università di Siena). Interventi di Lamberto Maffei (Accademia dei Lincei), Luca De Biase (Nòva24-Sole24Ore), Riccardo Luna (Wired), Tommaso Tessarolo (Current) e Eleonora Voltolina (autrice di “La Repubblica degli stagisti” per Laterza).
La trasmissione è ideata e coordinata da Altratv.tv e Ipazia Promos. Aderiscono all’iniziativa istituzioni e network editoriali tra i quali, ad oggi, Nòva24, Wired, Current, Ustation, Raduni, Anso,
Rainews24.it,   Tg3web,   La7.it,   L’Unita.it,   l’Espresso.it, Agoravox, Accademia dei Lincei, Treccani,
Sapere.it, Tiscali.it.
Ogni web tv, web radio o portale informativo potrà rilanciare la diretta richiedendo il codice a  info@rita101.tv.
Rita101+ continuerà a raccogliere le storie dei ricercatrici anche nei mesi seguenti sul web. Fino al 23
settembre 2011 – data prefissata per la “Notte dei ricercatori” in Europa - sarà possibile segnalare la
propria storia compilando il form disponibile sul sito. I risultati del monitoraggio saranno presentati
nel corso di una nuova diretta proprio in occasione della “Notte dei ricercatori”.

Per informazioni: Simona Salvi, ufficio stampa Altratv.tv 3400550751 simona.salvi@altratv.tv

La Cyber Community dei Monfortesi nel mondo, impegnata dal 2005 nel “Progetto Europa”, convinta che l’Europa si costruisce dal basso con l’entusiasmo dei cittadini , è fortemente delusa dal comportamento dei Paesi europei. La recente realizzazione del gemellaggio tra Monforte del Cid (Spagna) , Montfort sur Risle (Francia), Monforte San Giorgio(Italia), Central Stara Planina (Bulgaria) e le tre successive conferenze in cui si discusso su temi di comune interesse, sono state un successo sia in termini di partecipazione che di risultati ottenuti.

Purtroppo si ha l’impressione che lo sforzo compiuto da piccole comunità fiere della loro comune identità, desiderose di contribuire con il proprio impegno e sacrificio alla realizzazione di un’Europa più coesa e ricca di valori, non trovi corrispondenza nel vertici delle nazioni europee. Abbiamo con tristezza constatato che proprio il ministro degli interni italiano ha parlato addirittura di uscita dell’Italia dalla Comunità europea mettendone così in discussione l’importanza e il valore. Tutti i recenti avvenimenti  hanno fortemente indebolito la coesione dell’Unione Europea dimostrando che i governi risentendo di  meschini calcoli politici negano palesemente lo spirito dei documenti firmati negli ultimi cinquant’anni. Non possiamo perciò che concordare con Carlo Cardia quando scrive su "Avvenire" :  La vicenda della Libia e degli immigrati è diventata per certi aspetti sconcertante. Prima un lungo silenzio, poi l’intervento armato sollecitato da chi sognava antiche glorie militari, infine l’impantanamento di 'grandi potenze' che non sanno più che fare, salvo chiamarsi tutte fuori dal dramma dell’immigrazione con la scusa della vicinanza italiana alle coste africane che libera il resto del continente da ogni responsabilità.
Non è questa l’Europa pacifica, pacificatrice attenta ai bisogni dei popoli ed in particolare di quelli dei Paesi del Mediterraneo in cui abbiamo creduto e crediamo. Avremmo auspicato che un’Europa che ha a cuore le necessità delle popolazioni del Nord Africa avesse chiesto da tempo a quei governi maggiore democrazia, rispetto dei diritti umani, piena libertà religiosa e di espressione per tutti i cittadini. L’Europa in cambio avrebbe potuto concedere un’intensa amicizia e piena collaborazione politica ed economica . Sarebbe stata questa un’Europa fedele ai suoi principi e alla sua migliore tradizione, un’Europa che si propone divenire un’entità di prima grandezza nello scenario internazionale.
Purtroppo non abbiamo visto e non vediamo nulla di ciò.
La conseguenza è che si vanno diffondendo delusione e impotenza. anche dentro molti di noi della Cyber Community che abbiamo tanto sperato in un’Europa  coesa e autorevole. Ci sentiamo quasi  privati di un sogno nel quale credevamo. Riteniamo che sentano lo stesso disagio quanti ci sono stati vicini, si sono impegnati e si impegnano assieme a noi.
L’atteggiamento che razionalmente ci  sembra in questo momento più efficace ed utile è quello di non demordere, ma anzi di intensificare gli sforzi per allargare la rete di amicizie e di collaborazione con piccole comunità di  altre nazionalità nella speranza che i governi ascoltino le voci che vengono dal basso. Ed è questa la strada che la Cyber Community intende seguire.

Guglielmo Scoglio responsabile del “Progetto Europa” della Cyber Community

sabato 22 gennaio 2011

Per le vie di Monforte S. Giorgio

Monforte San Giorgio è un comune di 2.961 abitanti della provincia di Messina in Sicilia. Sorge a 260 metri sul livello del mare sulle prime pendici dei monti Peloritani ed è un comune della Valle del Niceto.

I primi insediamenti abitativi nel territorio di Monforte San Giorgio risalgono alla fine della prima età del bronzo (sec. XV a.C.) come risulta dai ritrovamenti archeologici in contrada Pistarina, località impervia e lontana dall’abitato di Pellegrino, frazione montana di Monforte. Si deve ritenere che i primitivi abitatori appartenessero ai Sicani, cioè alla prima popolazione della Sicilia di cui possa veramente dimostrarsi l’esistenza.

In epoca greca e romana furono soprattutto le sponde dei torrenti ad essere abitati e particolarmente quelle del torrente Niceto, dove si sono avuti significativi ritrovamenti archeologici: una necropoli di epoca greca nella zona di Bonerba ed un tesoretto costituito da pregiate monete del V secolo a.C. ritrovato nel 1947 in contrada Annunziata.

L'abitato di Monforte ebbe origine durante la resistenza all’occupazione della Sicilia da parte dei mussulmani. Essa a Monforte fu organizzata dai monaci bizantini, fuggiti dall’Oriente per sottrarsi alle persecuzioni durante le lotta contro le immagini sacre (813-820); trovato asilo nelle grotte precedentemente usate dai Sicani come sepolture, essi diedero vita a due comunità religiose organizzate secondo le regole di San Basilio da Cesarea (monaci basiliani).

In realtà le cronache del tempo non nominano Monforte, ma il grande arabista Michele Amari in considerazione della posizione del Paese sostiene che il sito dove oggi si vedono i resti del castello di Monforte corrispondesse a Demona, uno dei castelli che più eroicamente parteciparono alla difesa della cristianità dall’attacco degli arabi ed uno degli ultimi ad essere domati. L'invasione mussulmana della Sicilia iniziata nell’827 ebbe termine nel 965 con la caduta di Rometta.

Nel 1061 una spedizione normanna guidata dal conte Ruggero di Altavilla e dal fratello maggiore Roberto iniziò la conquista della Sicilia. Dopo aver preso Messina e Rometta, i Normanni passarono per Monforte, diretti a Tripi; secondo la tradizione, furono trionfalmente accolti dalla popolazione e soprattutto dai monaci basiliani. Il ricordo di questo episodio rivive nella tammurinata e campanata di S. Agata o Katabba che costituisce il sottofondo musicale di questa pagina. Le campane e il tamburo, mezzi di richiamo del mondo cristiano il primo, di quello musulmano il secondo, rievocano le varie fasi dell'avvenimento: il passo del cammello cavalcato da Ruggero, il trotto dei cavalli, lo scalpiccio dei soldati vengono resi realisticamnente dai suoni più o meno intensi dei due strumenti che riproducono anche l'atmosfera festosa seguita alla liberazione. Attiva o interrompe la campanata (katabba)

Il nome del paese, Montisfortis, compare per la prima volta in un documento che porta la data del 1104, mentre il geografo arabo al - Idrisi chiama il paese Munt da furt (monte dei forti) forse ricordando il comportamento eroico tenuto dagli abitanti della zona nella resistenza contro i Musulmani di cui era ancora viva la memoria al tempo della stesura della sua opera (1154). Il castello di Monforte ebbe importanza soprattutto nel periodo svevo e in quello angioino. L'imperatore Federico II lo incluse tra i castelli che per la loro importanza nel sistema difensivo dell’Isola erano controllati direttamente da lui. Grande fu la fiducia che ebbe nel castello di Monforte Carlo I d’Angiò: su di esso contava particolarmente per respingere sollevazioni popolari.

Monforte col suo castello fu possesso dei reali di Sicilia da cui veniva assegnato in via provvisoria a persone da beneficare. A partire dal 1357 entrò in possesso della famiglia Alagona, come baronia. Nel 1393 il re Martino confiscò il feudo al barone di Monforte Blasco Alagona, accusato di tradimento poiché aveva partecipato ad azioni di guerriglia contro di lui, e lo aggregò alla città di Messina. Successivamente Martino, rimangiandosi quella decisione, assegnò Monforte in feudo alla famiglia Cruillas dalla quale passò nel 1405 per vendita a Nicolò Castagna. Furono baroni di Monforte i discendenti di Castagna, quindi i Saccano. Poi a partire dal 1596 Monforte fu soggetto ai Moncada, gli ultimi signori del paese, che dal 1628 ebbero il titolo di principi.

Pubblicata da Antenna Monfortese il giorno venerdì 21 gennaio 2011 alle ore 20.14
Fonte L'IdealeWEB http://www.idealeweb.it/