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domenica 26 settembre 2010
sabato 11 settembre 2010
Video Palio Rionale 2010
Da oggi, puoi visionare il
Palio Rionale Monfortese 2010
all'indirizzo
oppure vederlo quando vuoi con il Video On Demand, di
Antenna Monfortese
martedì 7 settembre 2010
La Rotonda della discordia
Carissimi Monfortesi :
Stamattina, sono andato dal barbiere, (naturalmente per farmi la barba) dallo stesso, mi sono imbattuto, in una discussione alquanto antipatica, con un mio amico e compagno di giochi, riguardo la ROTONDA che è stata realizzata alla fontana difronte il panificio, nel nostro paese.
Premesso che io personalmente ho sempre rispettato, e che non ho nulla a che dire dell'interlocutore in oggetto, e del quale, non voglio, neanche farne il nome come già detto, per il rispetto portatogli. Oggi dopo questa discussione, sono rimasto sconcertato, di quanto sostenuto da parte sua, nei confronti della ROTONDA. Pertanto, pensando che forte della sua conoscenza del codice della strada, non mi sarei mai aspettato da un P.U. che mi viene a dire, che la la ROTONDA in questione è assolutamente inutile, e quindi mi sono leggermente alterato, nei suoi confronti.
Premesso ciò da questo diverbio, ho tratto le mie considerazioni : e visto che la discussione è stata interrotta da una telefonata a me diretta, (importante a cui rispondere) e che lui nel frattempo si è allontanato con un'altra persona, HO DECISO, di illustrare il perchè, (per chi non l'avesse ancora capito) DELL'UTILITA' (se rispettata) della ROTONDA. Pertanto, ho intenzione con questa mia, di illustrarVi quanto segue, erecuperato da internet da varie fonti che parlano di Rotonde.
Stamattina, sono andato dal barbiere, (naturalmente per farmi la barba) dallo stesso, mi sono imbattuto, in una discussione alquanto antipatica, con un mio amico e compagno di giochi, riguardo la ROTONDA che è stata realizzata alla fontana difronte il panificio, nel nostro paese.
Premesso che io personalmente ho sempre rispettato, e che non ho nulla a che dire dell'interlocutore in oggetto, e del quale, non voglio, neanche farne il nome come già detto, per il rispetto portatogli. Oggi dopo questa discussione, sono rimasto sconcertato, di quanto sostenuto da parte sua, nei confronti della ROTONDA. Pertanto, pensando che forte della sua conoscenza del codice della strada, non mi sarei mai aspettato da un P.U. che mi viene a dire, che la la ROTONDA in questione è assolutamente inutile, e quindi mi sono leggermente alterato, nei suoi confronti.
Premesso ciò da questo diverbio, ho tratto le mie considerazioni : e visto che la discussione è stata interrotta da una telefonata a me diretta, (importante a cui rispondere) e che lui nel frattempo si è allontanato con un'altra persona, HO DECISO, di illustrare il perchè, (per chi non l'avesse ancora capito) DELL'UTILITA' (se rispettata) della ROTONDA. Pertanto, ho intenzione con questa mia, di illustrarVi quanto segue, erecuperato da internet da varie fonti che parlano di Rotonde.
Le fonti alle quali ho attinto informazioni sono queste di seguito elencate:
In primis dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasportidopo ho cercato altre notizie simili ed ho trovato uno studio ed una spiegazione da parte della Regione Piemonte per il PIANO REGIONALE DELLA SICUREZZA STRADALE.
In primis dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasportidopo ho cercato altre notizie simili ed ho trovato uno studio ed una spiegazione da parte della Regione Piemonte per il PIANO REGIONALE DELLA SICUREZZA STRADALE.
Cominciamo con un po di storia sulle rotatorie:
La più antica, è stata ideata dai Romani di fronte alle terme di Diocleziano.
Invece, la prima rotatoria costruita in Inghilterra, naturalmente molti secoli dopo, fu la "Piccadilly Cyrcus" realizzata nel 1819. A seguire, negli anni, le altre moderne rotatorie tra le quali quella realizzata a New York nel 1904, ed ancora, la sistemazione del rond-point dell'Etoile di Parigi. Le Rotonde, inventate, dal famoso urbanista francese Eugène Hénard,si diffusero rapidamente in Europa. E l'uso delle stesse, comincia ad essere frequentemente utilizzato, negli anni 60, in Inghilterra, nella realizzazione delle isole spartitraffico circolari, finalizzate a risolvere la scarsa capacità di smaltire i forti flussi di traffico ma sopratutto, i problemi di sicurezza stradale ad essi legati. Nel 1966 (caro compagno di giochi, anno della nostra nascita) la Gran Bretagna, invece, ufficializza, la norma della precedenza ai veicoli che stanno già impegnando la rotatoria. Mentre la Francia, incomincia a utilizzare questa regola solamente nel 1983. E da quel momento, la rotatoria, divento a tutti gli effetti, con obbligo di precedenza contaria alla convenzione ovvero, ovvero chi si trova all'interno ha la precedenza su chi ancora si deve inserire, tutto questo, si diffuse rapidamente in tutta l'Europa, tranne che in ITALIA, che solo di recente, si è allineata aquisendo la normativa dalla comunità Europea, con fortissime discrepanze fra il codice della strada e l'adeguamento segnaletico.(l'Italia) Giusto per onor di cronaca dalle ricerche effettuate, il primo comune italiano ad adottare la rotonda alla francese è stato quello di Lecco, nel 1989. Invece, sempre dalle ricerche effettuate su internet, uno dei comuni che ha sfruttato al meglio la rotonda è stato Cattolica il quale,in un anno, grazie all'uso delle rotatorie, è passato, da 1800 incidenti stradali, a soli 300. Ed ancora, dalle ricerche effettuate su internet, risulta, un unico caso in Italia, ovvero, la Provincia di Treviso, la quale, ha investito nel "Progetto Rotatorie" 500 milioni di euro, riuscendo, ad inaugurare più di 250 rotatorie così riducendo dal 1997 al 2010 di più del 50% il numero dei decessi per incidenti agli incroci.(ma questo, non è il caso di Monforte)
La più antica, è stata ideata dai Romani di fronte alle terme di Diocleziano.
Invece, la prima rotatoria costruita in Inghilterra, naturalmente molti secoli dopo, fu la "Piccadilly Cyrcus" realizzata nel 1819. A seguire, negli anni, le altre moderne rotatorie tra le quali quella realizzata a New York nel 1904, ed ancora, la sistemazione del rond-point dell'Etoile di Parigi. Le Rotonde, inventate, dal famoso urbanista francese Eugène Hénard,si diffusero rapidamente in Europa. E l'uso delle stesse, comincia ad essere frequentemente utilizzato, negli anni 60, in Inghilterra, nella realizzazione delle isole spartitraffico circolari, finalizzate a risolvere la scarsa capacità di smaltire i forti flussi di traffico ma sopratutto, i problemi di sicurezza stradale ad essi legati. Nel 1966 (caro compagno di giochi, anno della nostra nascita) la Gran Bretagna, invece, ufficializza, la norma della precedenza ai veicoli che stanno già impegnando la rotatoria. Mentre la Francia, incomincia a utilizzare questa regola solamente nel 1983. E da quel momento, la rotatoria, divento a tutti gli effetti, con obbligo di precedenza contaria alla convenzione ovvero, ovvero chi si trova all'interno ha la precedenza su chi ancora si deve inserire, tutto questo, si diffuse rapidamente in tutta l'Europa, tranne che in ITALIA, che solo di recente, si è allineata aquisendo la normativa dalla comunità Europea, con fortissime discrepanze fra il codice della strada e l'adeguamento segnaletico.(l'Italia) Giusto per onor di cronaca dalle ricerche effettuate, il primo comune italiano ad adottare la rotonda alla francese è stato quello di Lecco, nel 1989. Invece, sempre dalle ricerche effettuate su internet, uno dei comuni che ha sfruttato al meglio la rotonda è stato Cattolica il quale,in un anno, grazie all'uso delle rotatorie, è passato, da 1800 incidenti stradali, a soli 300. Ed ancora, dalle ricerche effettuate su internet, risulta, un unico caso in Italia, ovvero, la Provincia di Treviso, la quale, ha investito nel "Progetto Rotatorie" 500 milioni di euro, riuscendo, ad inaugurare più di 250 rotatorie così riducendo dal 1997 al 2010 di più del 50% il numero dei decessi per incidenti agli incroci.(ma questo, non è il caso di Monforte)
Adesso invece, vediamo i benefici della ROTONDA:
Sicuramente, e contrariamente alle vecchie isole spartitraffico, utilizzate nelle grandi città (EVOLUTE) la rotatoria, funziona con il controllo del flusso, il quale, avviene semplicemente dando la precedenza a quei veicoli che hanno impegnato l'anello rotatorio. La rotonda, porta maggior sicurezza, per la sua elevata riduzione dei punti di conflitto (ovvero, in una rotonda con 4 direzioni si anno solamente 8 punti di rispetto ai 32 punti di conflitto che si anno in un normalissimo incrocio fra strade urbane), pertanto, rispetto all'incrocio classico, si ha mediamente, una riduzione dell'inci-dentalità oltre il 50% ed ancora, con l'obbligo di dare la precedenza ai veicoli che hanno già impegnato la rotatoria si ha un effetto di rallentamento, e di controllo sulla velocità dei veicoli che la transitano. Un'altro beneficio e quello che dalla stessa, si ottiene, la possibilità di invertire il senso di marcia, senza infrangere alcuna regola, ed ancora, la diversa attribuzione della precedenza, consente di ridurre notevolmente il diametro e quindi l'ingombro totale della stessa.
Sicuramente, e contrariamente alle vecchie isole spartitraffico, utilizzate nelle grandi città (EVOLUTE) la rotatoria, funziona con il controllo del flusso, il quale, avviene semplicemente dando la precedenza a quei veicoli che hanno impegnato l'anello rotatorio. La rotonda, porta maggior sicurezza, per la sua elevata riduzione dei punti di conflitto (ovvero, in una rotonda con 4 direzioni si anno solamente 8 punti di rispetto ai 32 punti di conflitto che si anno in un normalissimo incrocio fra strade urbane), pertanto, rispetto all'incrocio classico, si ha mediamente, una riduzione dell'inci-dentalità oltre il 50% ed ancora, con l'obbligo di dare la precedenza ai veicoli che hanno già impegnato la rotatoria si ha un effetto di rallentamento, e di controllo sulla velocità dei veicoli che la transitano. Un'altro beneficio e quello che dalla stessa, si ottiene, la possibilità di invertire il senso di marcia, senza infrangere alcuna regola, ed ancora, la diversa attribuzione della precedenza, consente di ridurre notevolmente il diametro e quindi l'ingombro totale della stessa.
Adesso continuiamo con gli aspetti NEGATIVI della Rotonda.
Gli aspetti NEGATIVI della ROTONDA potrebbero essere:
Rispetto al semaforo, sicuramente, occupa più spazio, e comporta maggiori costi di realizzazione. (per Monforte solo i Costi di realizzazione come sostenuto da Te caro compagno di giochi, ma ormai sono stati spesi, forse era meglio se la mino- ranza visto la contrareità impediva al consiglio comunale di farli spendere no ?)
In una rotonda potrebbe essere l'altro lato NEGATIVO quello che non sia possibile garantire una corsia riservata ai mezzi pubblici. Ed ancora la discriminazione della precedenza, in quanto, nella rotonda, la precedenza è di chi è dentro e non di chi è a destra pertanto, si presuppone, che venga utilizzata, soprattutto, nelle strade in cui, risulti complessa la gerarchia di precedenza. (vedi via P.di Piemonte con Via Ing. A. Calogero già SP60) anche perchè se prendiamo in considerazione una persona che sta arrivando da Torregrotta e deve andare a Pellegrino, mentre sta arrivando un'altra auto dalla Piazza che anchessa deve transitare per Pellegrino e si incrociano chi delle 2 a la precedenza ? quello che arriva da Torregrotta o quello che arriva dalla Piazza ? (teoricamente il primo praticamente il 2°) Inoltre, tutte le rotatorie risultano spesso difficili da attraversare e penalizzanti per ciclisti e pedoni, ed i ciclisti soprattutto, rischiano piu' incidenti se si affiancano o vengono affiancati da altri veicoli durante l'attraversamento della stessa infatti, tutti i veicoli possono decidere di uscire dalla rotatoria in un qualsiasi punto della stessa, non essendo sempre consapevoli della presenza di un altro veicolo affiancato. (Ma questo a Monforte non succederà mai)In fundo, la massiccia introduzione delle rotatorie tende a rendere la città meno favorevole a chi non utilizza l'automobile per spostarsi.(E questo, non mi sembra assolutamente il nostro caso visto che ne abbiamo solo qualcuna)
Andiamo ora invece con la circolazione nelle rotatorie, e quindi con gli aspetti comportamentali, nelle stesse:
Il comportamento corretto da tenere nella percorrenza delle rotatorie non è assolutamente disciplinato in alcun modo dal vigente codice della strada Italiano. Quindi, occorre assolutamente, utilizzare le prescrizioni previste dall'art.143 (posizione dei veicoli sulla carreggiata) e dall'art.144 (marcia per file parallele) del Codice della Strada Italiano.L'ingresso nelle rotatorie e la percorrenza della stessa, sono quindi disciplinabili solamente, nel modo seguente:
Il comportamento corretto da tenere nella percorrenza delle rotatorie non è assolutamente disciplinato in alcun modo dal vigente codice della strada Italiano. Quindi, occorre assolutamente, utilizzare le prescrizioni previste dall'art.143 (posizione dei veicoli sulla carreggiata) e dall'art.144 (marcia per file parallele) del Codice della Strada Italiano.L'ingresso nelle rotatorie e la percorrenza della stessa, sono quindi disciplinabili solamente, nel modo seguente:
1) Nella carreggiata di accesso della stessa, se è a corsia unica, i conducenti devono circolare sulla parte destra e come descritto nel C.D.S. in prossimità del margine destro della carreggiata stessa, altrimenti, nel caso, che la carreggiata fosse a 2 o più corsie per senso di marcia, si deve assolutamente, percorrere la corsia più libera alla propria destra.In questo caso, è ammessa la circolazione per file parallele, ma solamente, se questa strada fosse ad alta densità di traffico.Ed in questa condizione, ci si può spostare man mano, nelle corsie libere più a sinistra per finire, nel tratto di strada adducente la rotatoria.
2) I conducenti, con qualunque intensità di traffico, possono impegnare la corsia più opportuna in base, all'esigenza di utilizzare le prime o le ultime uscite della rotatoria, ma l'importante, è che gli stessi conducenti, che abbiano effettuato tale scelta di corsia, la mantengano rigorosamente all'interno della rotatoria e non la cambino assolutamente, se non per predisporsi a svoltare a destra, per quindi uscire dalla rotatoria stessa.
3) E' inoltre, il caso di precisare, che l'ingresso nella rotatoria e regolamentato, dall'art. 145 C.D.S. che regola l'attraversamento di una intersezione stradale.
4) Gli enti, all'ingresso della rotatoria, appongono la segnaletica di "dare la precedenza" cosicché, tutti i veicoli circolanti nella stessa, hanno la precedenza rispetto ai veicoli che vi debbano ancora accedere.
Qui di seguito, invece, alcuni elementi e dimensioni delle rotonde.
Esistono rotatorie di varie dimensioni, utilizzate in base ai flussi di traffico che esse devono sostenere, e naturalmente, allo spazio disponibile, per realiz- zarle. In particolare, le indicazioni fornite dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, (a carattere pre-normativo "Norme sulle caratteristiche funzionali e geometriche delle intersezioni stradali") distingue le stesse, in 6 categorie che di seguito riportate sono:
1) mini-rotatorie
2) urbane compatte
3) urbane a singola corsia
4) urbane a doppia corsia
5) inter-urbane a singola corsia
6) inter-urbane a doppia corsia
in particolar modo, si sottolinea l'introduzione in Italia della tipologia di mini-rotatoria,(quella in questione) già diffusa da molti anni in Francia, la quale stessa, consente l'utilizzo di questa tipologia di intersezione anche in ambiti dove risulta molto scarsa la disponibilità di spazio.(Vedi fontana a Monforte)
Adesso descriviamo la MISURA che può avere una Rotonda e come può essere fatta.
Quindi, la sua adozione all’interno degli ambiti residenziali è particolarmente indicata per mettere in sicurezza solamente, quelle intersezioni che presentano (come la fontana) situazioni di pericolosità, in quanto, vi si incrociano più di 2 strade o perché vi confluiscono 2 strade non perpendicolari tra loro (e dunque con condizioni di visibilità non ottimali) o ancora, perché l’intersezione presenta un’ampiezza eccessiva che richiede di disciplinare più razionalmente i flussi veicolari. (e quest'ultimo non è il caso di Monforte)
ADESSO visto che mi sono dilungato nella spiegazione (ma quanno c'è vò c'è vò) vediamo per finire I RIFERIMENTI NORMATIVI.
I riferimenti normativi riferite alle rotatorie e contenuti nel regolamento del Nuovo C.D.S. oltre che nelle Linee guida per la redazione dei piani della sicurezza stradale urbana, possono essere anche estesi alle mini-rotatorie.
Alle quali, si aggiunge che, in base alle Linee guida per la redazione dei piani della sicurezza stradale urbana, le mini-rotatorie possono essere introdotte sulle strade con velocità massima consentita pari o inferiore a 50 km/h. Infatti, le norme sulle caratteristiche funzionali e geometriche delle intersezioni stradali fanno riferimento in modo esplicito alle mini-rotatorie, stabilendone le dimensioni di massima, ed i criteri di impiego delle stesse. Vengono inoltre utilizzate, essenzialmente in ambito urbano, rotatorie, caratterizzate da un diametro dell’isola centrale molto piccolo, inferiore addirittura ai 4 m, e con un diametro esterno dell’anello compreso fra 14 e 20 m. Queste,dette mini-rotatorie, (che non potrebbe esistere a Monforte) vengono utilizzate quando, in uno spazio molto ridotto,si vuole trasformare lo schema circolatorio tipico di un incrocio stradale urbano in quello proprio di una rotatoria.
Nelle rotatorie compatte (quella nostra) invece, l’isola centrale non è più invalicabile, e spesso viene semplicemente dipinta sulla pavimentazione dell’incrocio; in altri casi viene resa evidente differenziandone la pavimentazione da quella dell’anello, ed in questo modo la rotatoria è percorribile anche da veicoli di ingombro superiore (autobus autotreni ecc.) a quello delle autovetture, come si può notare, le citate norme forniscono solo alcuni riferimenti dimensionali e di funzionalità, senza tuttavia definire dei parametri rigidi in grado di distinguere nettamente tra mini-rotatorie e rotatorie compatte. In effetti, la grande variabilità delle possibili soluzioni non consente di operare quella che apparirebbe come un’inutile distinzione. Rimane comunque il fatto, richiamato dalle norme, che al di sotto di una certa dimensione (quella appunto dei 14 m del diametro esterno), la mini-rotatoria può creare difficoltà per il passaggio dei mezzi pesanti, che hanno raggi di curvatura superiori rispetto a quelli degli altri veicoli. Pertanto, per poter facilitare il transito di questi mezzi, nelle mini-rotatorie, e nelle rotatorie compatte,(quella nostra) di piccole dimensioni è assolutamente necessario che l’isola centrale sia completamente sormontabile,(ovvero che ci si possa passare sopra) e/o realizzata con materiali in rilievo, in modo da non indurre gli automobilisti ad attraversarla, per evitare la deflessione prevista dalla rotatoria, purtroppo, una rotatoria semplicemente dipinta (anche se a norma) sulla pavimentazione (come già succede a Monforte,) senza alcun rilievo, non garantisce il corretto comportamento di tutti gli utenti, (in quanto non costretti ad evitarla) ed allora qui dovrebbero scattare le sanzioni pecuniarie dopo sicuramente imparerebbero tutti a rispettarla come faccio il primo io naturalmente quando non ci sono auto in divieto di fermata e di sosta.
Arcangelo Romanzo
sabato 28 agosto 2010
Video Palio Rionale 2010
Ciao a tutti è disponibile da poter visionare, sul sito www.antennamonfortese.it (nella home page, cliccando sulla foto del Palio) il video integrale registrato il 26 luglio, della sfilata di apertura del Palio Monfortese 2010.
Naturalmente, per averlo, e per informazioni, basta mandare una email a info@antennamonfortese.it oppure redazione@antennamonfortese.it
Vi ricordiamo inoltre che è disponibile anche la pagina ufficiale su Facebook, digitando semplicemente Antenna Monfortese, dove anche lì, potete postare un Vostro messaggio.
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giovedì 26 agosto 2010
Video Palio Rionale 2010
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giovedì 19 agosto 2010
Palio Rionale 2010
Emozioni, folclore, il senso più genuino dello stare insieme, si
sono materializzati solo grazie ad una grande “divisione” del
paese in quattro rioni, contraddistinti da colori e tradizioni. Ma
più che altro formale identificazione. Catena, colorata di
giallorosso e caratterizzata dall'umiltà contadina. Fontana,
quartiere biancorosso antica patria dei carrettieri, ma anche
“camurriusa” e filibustiera. La biancoceleste Piazza si distingue
per la nobiltà, o meglio quale rione popolato dagli ”spillacchi”.
Sant'Antonio, quartiere imbandierato di biancoverde, è la patria
della cultura pastorale.
La serata della sfilata ha regalato spesso la pelle d'oca. Che spettacolo vedere entrare in piazza il mascherone della “Fontana Lutri” issato a spalla in processione in un tripudio di colori e “bummuleddi cu l'acqua”. La Piazza ha
sfoggiato gli indossatori del quartiere in “costume nobiliare”, accompagnati da sbandieratori e suonatori di tamburi e chiarine.
Nella sfilata della Catena, con i contadini in abito tipico, si sono aggiunti i frutti della terra “riprodotti” a dimensione d'uomo. Mentre il Sant'Antonio ha messo in mostra i prodotti pastorali ed i costumi tipici hanno regalato il sapore della montagna nello scenario della piazza che diveniva coinvolgente.
Gli interventi dei gruppi si sono susseguiti con espressioni artistiche gradevolissime. Dalle poesie alle parodie dei brani musicali più in voga. L'esibizione si è rivelata il coronamento di un coinvolgimento totale che ha contagiato grandi e piccoli. Le prove, le cose da preparare, gli allestimenti da rifinire. E ancora l'attesa per i dettagli organizzativi, le bandiere da
appendere, gli striscioni da studiare. Calcio, pallavolo, giochi popolari, birilli fino al 14 agosto, con la serata conclusiva e la staffetta finale. Le polemiche non mancano mai, ma in una piccola comunità la cosa più bella è ritrovarsi insieme in festa.
sono materializzati solo grazie ad una grande “divisione” del
paese in quattro rioni, contraddistinti da colori e tradizioni. Ma
più che altro formale identificazione. Catena, colorata di
giallorosso e caratterizzata dall'umiltà contadina. Fontana,
quartiere biancorosso antica patria dei carrettieri, ma anche
“camurriusa” e filibustiera. La biancoceleste Piazza si distingue
per la nobiltà, o meglio quale rione popolato dagli ”spillacchi”.
Sant'Antonio, quartiere imbandierato di biancoverde, è la patria
della cultura pastorale.
La serata della sfilata ha regalato spesso la pelle d'oca. Che spettacolo vedere entrare in piazza il mascherone della “Fontana Lutri” issato a spalla in processione in un tripudio di colori e “bummuleddi cu l'acqua”. La Piazza ha
sfoggiato gli indossatori del quartiere in “costume nobiliare”, accompagnati da sbandieratori e suonatori di tamburi e chiarine.
Nella sfilata della Catena, con i contadini in abito tipico, si sono aggiunti i frutti della terra “riprodotti” a dimensione d'uomo. Mentre il Sant'Antonio ha messo in mostra i prodotti pastorali ed i costumi tipici hanno regalato il sapore della montagna nello scenario della piazza che diveniva coinvolgente.
Gli interventi dei gruppi si sono susseguiti con espressioni artistiche gradevolissime. Dalle poesie alle parodie dei brani musicali più in voga. L'esibizione si è rivelata il coronamento di un coinvolgimento totale che ha contagiato grandi e piccoli. Le prove, le cose da preparare, gli allestimenti da rifinire. E ancora l'attesa per i dettagli organizzativi, le bandiere da
appendere, gli striscioni da studiare. Calcio, pallavolo, giochi popolari, birilli fino al 14 agosto, con la serata conclusiva e la staffetta finale. Le polemiche non mancano mai, ma in una piccola comunità la cosa più bella è ritrovarsi insieme in festa.
Donne D'Europa
I patti di fratellanza con Bulgaria, Francia e Spagna hanno segnato la conclusione della prima sessione del progetto Abilities and Skills of European Woman, “Abilità e competenze delle donne europee”, che si è svolta a Monforte San Giorgio, nel salone delle conferenze del Moon Flower. Sulle note degli inni delle quattro nazioni intonati dalla banda musicale diretta dal maestro Fabio Romanzo, tra la commozione generale, con una solenne cerimonia sono stati siglati i patti di gemellaggio con i partner del progetto, approvato dalla Commissione Europea, menzionato per l'innovazione come primo progetto in Italia e terzo in Europa. Le pergamene sono state firmate da Antonia Cervera Carrasco, per Monforte del Cid, Spagna, da Mariela Petrova per l'associazione regionale di municipalità di Central Stara Planina, Bulgaria, da Jean Luc Barre sindaco di Montfort sur Risle per la Francia, e dal sindaco di Monforte San Giorgio Nino Romanzo.
Si è chiusa così la prima fase di un progetto nato grazie alle ricerche dello storico prof. Guglielmo Scoglio che ha contribuito a trovare le città di Monforte nel mondo e che si concluderà a marzo 2011, con il programma comunitario Europa per i cittadini, misura 1.2. Gli interventi hanno visto la partecipazione di Maria Antonella Cocchiara, della Facoltà di Scienze Politiche Università di Messina, di Maria Pia Farinella, giornalista, caporedattore Rai, responsabile del programma Riva Sud, di Fernanda Marano, dirigente ASP Azienda Sanitaria Provinciale di Messina, Dipartimento di Prevenzione, di Eleonora Lo Curto, già Europarlamentare e coordinatrice regionale femminile del Mpa, di Daniela Bruno, assessore alle Politiche Comunitarie, Giovanili e Imprenditoria Giovanile della Provincia regionale di Messina. Jeanne Suzette Brace Le Bigot, docente Universitaria, ha rappresentato le problematiche dell?imprenditoria femminile di Montfort Sur Risle, per la Spagna il deputato regionale Maria Asuncion Prieto Candela,&nbs! p; per l a Bulgaria è intervenuta Daniela Vasileva Sindaco del Comune di Dryanovo.
Hanno chiuso i lavori il deputato Carmelo Lo Monte e l'Onorevole Lino Leanza, assessore della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro della Regione Siciliana. Interventi tecnici di spessore si sono susseguiti nel corso dell'intera sessione e hanno visto al tavolo dei relatori personalità come quella di Caterina Chinnici, magistrato e assessore regionale, della scrittrice Silavana Cappuccio, degli onorevoli Fortunato Romano e Cateno De Luca, dell'università di Messina, con Andrea Romano, preside della facoltà di scienze politiche e Maria Enza La Torre, presidente del comitato pari opportunità, della FIDAPA con il presidente nazionale Giuseppina Seidita, della scrittrice spagnola Mado Martinez, di Maria Cianciolo dirigente dell'unità operativa pari opportunità della regione Sicilia, della provincia di Messina con Paola Briguglio, Mariella Crisafulli, Maria Perrone e Pinella Aliberti. La progettualità è stata curata dagli europrogettisti Gabriella Bigatti, Beatrice Briguglio e Tino Celisi.
La seconda sessione vedrà la delegazione italiana, bulgara e francese in Spagna, quindi sarà visitata la Francia e, a marzo 2011, le delegazioni si ritroveranno a Monforte San Giorgio per chiudere la progettualità.
Si è chiusa così la prima fase di un progetto nato grazie alle ricerche dello storico prof. Guglielmo Scoglio che ha contribuito a trovare le città di Monforte nel mondo e che si concluderà a marzo 2011, con il programma comunitario Europa per i cittadini, misura 1.2. Gli interventi hanno visto la partecipazione di Maria Antonella Cocchiara, della Facoltà di Scienze Politiche Università di Messina, di Maria Pia Farinella, giornalista, caporedattore Rai, responsabile del programma Riva Sud, di Fernanda Marano, dirigente ASP Azienda Sanitaria Provinciale di Messina, Dipartimento di Prevenzione, di Eleonora Lo Curto, già Europarlamentare e coordinatrice regionale femminile del Mpa, di Daniela Bruno, assessore alle Politiche Comunitarie, Giovanili e Imprenditoria Giovanile della Provincia regionale di Messina. Jeanne Suzette Brace Le Bigot, docente Universitaria, ha rappresentato le problematiche dell?imprenditoria femminile di Montfort Sur Risle, per la Spagna il deputato regionale Maria Asuncion Prieto Candela,&nbs! p; per l a Bulgaria è intervenuta Daniela Vasileva Sindaco del Comune di Dryanovo.
Hanno chiuso i lavori il deputato Carmelo Lo Monte e l'Onorevole Lino Leanza, assessore della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro della Regione Siciliana. Interventi tecnici di spessore si sono susseguiti nel corso dell'intera sessione e hanno visto al tavolo dei relatori personalità come quella di Caterina Chinnici, magistrato e assessore regionale, della scrittrice Silavana Cappuccio, degli onorevoli Fortunato Romano e Cateno De Luca, dell'università di Messina, con Andrea Romano, preside della facoltà di scienze politiche e Maria Enza La Torre, presidente del comitato pari opportunità, della FIDAPA con il presidente nazionale Giuseppina Seidita, della scrittrice spagnola Mado Martinez, di Maria Cianciolo dirigente dell'unità operativa pari opportunità della regione Sicilia, della provincia di Messina con Paola Briguglio, Mariella Crisafulli, Maria Perrone e Pinella Aliberti. La progettualità è stata curata dagli europrogettisti Gabriella Bigatti, Beatrice Briguglio e Tino Celisi.
La seconda sessione vedrà la delegazione italiana, bulgara e francese in Spagna, quindi sarà visitata la Francia e, a marzo 2011, le delegazioni si ritroveranno a Monforte San Giorgio per chiudere la progettualità.
lunedì 16 agosto 2010
U Capidduzzu di Maria Sabato 4 Settembre 2010 Monforte San Giorgio
Il Capello della Madonna viene conservato gelosamente in un'urna d'argento nel Santuario di Crispino, posto nella frazione montana Pellegrino. Questa tradizione risale al 1650, anno in cui Padre Antonio Faranda donava all'eremo crispiniano un frammento di Capello di Marìa Vergine, per atti del notaio Federico Dolcetta di Messina. Padre Faranda ebbe la sacra reliquia dal sacerdote Paolo Teloia di Randazzo, il quale, a sua volta, l'aveva ricevuta in dono dal Cardinale Ruìz del Val nel 1642. La donazione fu "vincolata" dall'obbligo della venerazione nel periodo stabilito di ogni anno. Ma frammenti di storia parlano pure di altri capelli della Madonna avuti dai monfortesi. Un documento del XVII secolo conservato nella chiesa madre di Monforte San Giorgio narra di un'altra reliquia di "Mariani Capelli – frasi testuali – avuti dal reverendissimo Pirri dell'Ordine dei Gerosolimitani di San Giovanni di Messina" tenuta nella chiesa, mentre in processione si venerava quello donato da Faranda. Ma si sa per certo pure che le reliquie di cui si narra nel documento sono andate perdute, e il prezioso "Capidduzzu" che oggi si porta in processione nell'urna d'argento, è stato donato dal sacerdote Giuseppe Battiato di Sant'Alfio nel 1907, come testimonia un'autentica del vescovo custodita nella chiesa madre monfortese.
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